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Respighi e i "Ballets Russes" di Diaghilev:
La Boutique fantasque
  

 

 

   

 

 

    Se si esclude l’orientaleggiante Danza dell’aurora, che Respighi compose per la sua opera giovanile Semirâma (1910) — in analogia alla Danza dei sette veli inserita da Richard Strauss nell’opera Salomè — la rielaborazione delle musiche di Rossini per il balletto coreografico La Boutique fantasque costituisce il primo omaggio del musicista a Tersicore.
    Le notizie che noi abbiamo riguardo a questo balletto, dal punto di vista della sua genesi, sono curiose e spesso contrastanti. La versione più attendibile appare, tuttavia, quella pronunciata da Fedele D’Amico, secondo il quale il successo riportato dal balletto Les Femmes de bonne humeur, composto da Vincenzo Tommasin
(1) su musiche di Domenico Scarlatti, avrebbe fatto nascere in Diaghilev (2)«l’idea di rifare, in chiave musicalmente analoga, un famoso balletto viennese di fine Ottocento: Die Puppenfee (La fata delle bambole) di J. Hassreiter e F. Gaul, messo in musica da J. Bayer»(3).
    Ciò non esclude quanto afferma Gino Tani
(4), e cioè che fu Grigorievic a consigliare a Diaghilev una ripresa del balletto per la loro grande Compagnia allorché nel 1917, a Pietroburgo, trovandosi davanti al Marijnski, videro le ‘affiches’ che annunciavano il vecchio balletto austriaco (5).E neppure escluderebbe quanto sostiene Boris Kockno(6), secondo il quale fu Léon Baks (7) a spronare Diaghilev, durante un soggiorno a Roma nella primavera del ’17, a mettere in scena la Boutique fantasque, assumendo per sé l’incarico di provvedere alla scenografia (8). Leon Bakst era uno degli scenografi ai quali si rivolgeva la Compagnia: lo fu per il balletto Die Puppenfee e lo fu anche per Les Femmes de bonne humeur, collaborando con la Compagnie des Ballets Russes.
   
L’impianto generale de La Boutique fu sviluppato nel 1917 da Diaghilev, Bakst e Massine, che preparò la sua coreografia mentre si trovava a Barcellona. Poi Diaghilev fu distratto da altri lavori ed il progetto venne momentaneamente accantonato. Quando, nella primavera del 1919, gli furono richiesti i bozzetti per il balletto, Bakst rimase sbalordito per l’esiguità del tempo che gli era concessa, circa due mesi, e respinse l’invito sperando con ciò di riuscire a far rimandare la rappresentazione del balletto. Diaghilev affidò invece l’incarico al pittore André Derain (9), ma Bakst non glielo perdonò mai e ben presto i due interruppero ogni collaborazione.
   
L’incarico di provvedere alla parte musicale fu affidato ad Ottorino Respighi, che a quel tempo doveva godere già di una reputazione altissima. Non bisogna dimenticare che Diaghilev e la sua Compagnie des Ballets Russes avevano già fatto esperienza con partiture ardite come quelle di Pétrouschka (1911) e della Le sacre du printemps (1913), di Igor Stravinskij. L’incontro tra impresario e musicista, per discutere i particolari, avvenne nell’estate del 1917, in Versilia «sono stato tre giorni a Viareggio, liquefatto dal caldo e mangiato dalle zanzare per combinare un ballo con i ‘russi’»(10) scrisse Respighi alla cantante ed amica Chiariva Fino Savio in una lettera del 26 agosto 1917.
   
Ciò che ancora non è molto chiaro, supposto che possa avere qualche importanza, è di chi sia stata l’idea di utilizzare per questo balletto le musiche di Rossini. Ci sono fonti che attribuiscono a Diaghilev il ritrovamento di alcuni manoscritti autografi rossiniani, avvenuto nelle biblioteche e nei conservatori in Italia ed a Parigi. Secondo altre fonti, ad esempio quella che Gianfranco Vinay cita in un suo recentissimo studio Neoclassicismo musicale, «fu il compositore a sottoporre all’attenzione di Diaghilev le fonti donde attingere per la rielaborazione, e cioè la Musique de piano, Oeuvres Posthumes de Rossini pubblicata dall’editore Heugel, che conteneva la serie di Quelques riens»(11). 


                                            
Potito Pedarra

 

                                                                           
                                                                                                             
(Continua. Clicca !)

 

 

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 (1):Vincenzo TOMMASINI (1878-1950), musicista italiano compose anche l’opera Medea (1906) su proprio libretto e il poema sinfonico Carnevale di Venezia (1929). Seguì a Berlino i corsi di Max Bruch, come del resto il suo amico Ottorino Respighi, di cui sarà testimone di nozze nel 1919.
  
(2): Serge Pavlovich Diaghilev(1872-1929), impresario teatrale russo, fondatore e direttore artistico della Compagnie des Balletts Russes, ebbe un rapporto privilegiato con Parigi, dove stabilì la prima sede della sua compagnia, ma anche con l’Italia, soggiornando a lungo a Positano, ma anche a Venezia, dove morì il 19 ago. 1929.
  
(3): Cfr. Fedele D’AMICO, Situazione di Ottorino Respighi (1879-1936), Torino, ERI, 1985, p.112. L’articolo apparve per la prima volta su «Vita Italiana: documenti e informazioni», vol. XXIX (1979) n.8, N.S., dello Stato Roma, Libreria, 1980.
  
(4): Gino TANI (1901-1987), critico è saggista italiano, collaborò con “Il Messaggero”, dove negli anni ’50 istituì la prima critica italiana di danza, e curò la sezione danza dell’Enciclopedia dello Spettacolo, oltre alla pubblicazione di numerosi testi di analisi critica e storica con una particolare predilezione per la danza.
  
(5):  Cfr. GINO TANI, I tre balletti della serata [La Boutique fantasque], in Teatro dell’Opera di Roma – Stagione 1981-82: Serata di Balletti (14, 19, 20, 28, 30 marzo, 4, 6, 8 aprile 1982 p.680. Il programma della serata include Capriccio e Le Chant du Rossignol di Igor Stravinskij.
  
(6): Boris KOCHNO (1904-1990), poeta e ballerino russo, collaborò con Diaghilev e, dopo la sua morte, diresse la Compagnia insieme a Serge Lifar, ballerino do origine ucraina. Entrambi ereditarono una parte degli archivi e collezioni di Diaghilev (che Kochno aveva curato) e finiscono in parte dalla Bibliothéque National de France
 
 (7): Léon BAKST (1866-1924), pittore, scenografo e costumista russo, reca la sua firma i bozzetti de L’uccello di fuoco (1910) di Igor Stravinskij.
  
(8): Cfr. Boris KOCHNO, Come nacque il balletto [La Boutique fantasque], in Teatro dell’Opera di Roma – Stagione 1981-82: Serata di Balletti (14, 19, 20, 28, 30 marzo, 4, 6, 8 aprile 1982 p.734.
  
(9): André DERAIN (1880-1954), pittore francese, uno dei protagonisti del movimento Fauves.
  
(10): Cfr. Elsa RESPIGHI, «Ottorino Respighi», Milano, Ricordi, 1954, pag.102
 
 (11): Cfr. Gianfranco VINAY, Ricognizione del Neoclassicismo musicale, in Il Novecento musicale italiano tra Neoclassicismo e Neogoticismo. Atti del convegno di studi promosso dalla Fondazione Giorgio Cini per il 50° Anniversario della scomparsa di Ottorino Respighi (Venezia, 10-12 ottobre 1986). Leo S. Olschki Editore, Firenze 1988, p.79.

 

 

 

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