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PRESENTAZIONE (*)
(*): Dedico
quest' impaginazione web
alla memoria di Nicola Coluccelli
tipografo
in Ascoli ed editore
di
"Dall'Ofanto al Carapelle"
Nel segno di una continuità
"Dal
Baiulo al Pretore.
La giustizia ad Ascoli Satriano" di Carmine de Leo è una ricerca
storica già licenziata alle stampe col supporto dell' Amministrazione Comunale
e presentata (Sabato 28 Settembre 2002, ore 18,30, Auditorium Comunale “S.
Maria degli Angeli”) da due illustri relatori: il Professore
Aurelio Cernigliaro, Ordinario di Storia del Diritto Italiano, Facoltà di
Giurisprudenza dell'Università di Foggia ed il Dr. Teodoro Rizzi,
Presidente del Tribunale di Foggia. In quella sede essa riscuote il
meritato plauso dal pubblico convenuto. Gli echi dell'avvenimento culturale si
sono ormai spenti e l'opera, distribuita in un certo numero di copie agli
intervenuti, segue il destino comune a tutti i libri, la canonica
archiviazione nelle biblioteche, in attesa di sprigionare le sue potenzialità
on demand.
Recensirla ora, a scoppio ritardato, potrebbe sembrare un piovere sul già
bagnato. Ma così non è.
A rileggerla, infatti, a circa tre anni dal suo lancio ufficiale e a
soppesarla bene, la predetta monografia mantiene, intatte, attualità e
freschezza (segni sempre indubbi della qualità di un libro) e si lascia
apprezzare non solo come pregevolissimo lavoro di Microstoria, per la
consumata perizia e disinvolta padronanza dimostrata dall'Autore e nella
conoscenza e nell' utilizzo delle fonti archivistiche, ma anche per l'impegno
in essa profuso, che va ben al di là dell'assunto prammatico di documentare,
archivi aperti in mano, la presenza plurisecolare, mai messa in vacanza sino
al 1989, di un esercizio dell'attività giudiziaria in Ascoli Satriano. La
predetta presenza peraltro, sia detto incidentalmente, può essere vantata
addirittura bimillenaria, ove si consideri che, per Cicerone, Tito
Betucio Barro è l'esponente massimo dell'oratoria forense ascolana.(1)
E tutta la suasiva "peroratio", di cui ci stiamo occupando,
all'encomiabilissimo fine di motivare nelle sedi competenti la fondatezza al
ritorno di una magistratura giudiziaria nel nostro Comune.
Si fosse limitato solo a questo, già l'Autore avrebbe pieno diritto alla
"cittadinanza onoraria" nella memoria della nostra comunità.
Nel caso del lavoro compiuto dal de Leo, però, ci sono ben altre ragioni a
rendere importante il libro e piacevolmente avvincente la lettura.
Il disegno dell' "excursus" storico relativo
all'amministrazione della giustizia in Ascoli è già tutto lucidamente
enucleato nell' Introduzione. La segmentazione della materia e la sua
articolazione in tre specifici capitoli, invece, ne rappresentano la logica
apodissi.
Nella sua lunga cavalcata attraverso i secoli, il de Leo, benché pressato
dall' urgenza prammatica, non si comporta da frettoloso e superficiale turista:
vigile e curioso esploratore ( interessato sempre alla flora, alla fauna e
alla geografia antropica dei luoghi attraversati) non si limita mai, nelle
sue descrizioni, alla sola cosmesi di facciata subita dall'amministrazione
della giustizia nelle varie epoche storiche, ma, quando possibile,
lascia "cantare" le fonti archivistiche su amministratori e
amministrati, nobili e gente umile, perfettamente conscio che in una
Giudicatura Regia o in una Pretura passano sempre, nel mutare degli
Stati e dei Governi, le stesse "patologie" dell'anima umana, cosi come
in un Ospedale le solite malattie del corpo.
La Storiografia, si sa, è l' "organizzazione sistematica della memoria"
di una collettività umana in funzione dei suoi fini di perpetuazione e di
progresso e, quando la riflessione storica retrospettivamente si ripiega sul
passato, il motivo di fondo è sempre la ricerca delle cause che hanno
condizionato negativamente il presente o lo condizionano tuttora,
compromettendone il futuro. Da questa prospettiva critica e, ancor di
più, da quella di una "Storia della storiografia di Ascoli" come può
essere valutato il contributo del de Leo?
Pasquale Rosario, grandissimo studioso ascolano di Microstoria, tutto proteso
in "Dall'Ofanto al Carapelle" a risvegliare la memoria della passata
grandezza della nostra Città; a fissarne "ne varietur" una carta
d'identità nel tempo, già avverte tutti sintomi dell' irreversibile processo
di decadenza che sta investendo il plurisecolare ruolo di centralità svolto da
Ascoli nell'area geografica delimitata dall'Ofanto e dal Carapelle e, sotto la
dedica "AI MIEI CONCITTADINI", che apre la sua precitata opera
maggiore, mestamente cita i versi del Leopardi in "All'Italia":
"...già fu grande, or non è quella..." (Cfr.: Vol. I Pag. V). Dopo il
Rosario, lo studioso inglese Nevill Colclough , da una prospettiva
squisitamente sociologica, ha investito un segmento della storia ascolana, il
Settecento (scelta non casuale: è il secolo della Rivoluzione
Francese, della Repubblica Partenopea, della soppressione
del Feudalesimo), con un'indagine di grande rilevanza e spessore
storiografici, avendo di mira anche l'individuazione del crinale spartiacque
di questa decadenza, vista dall'ottica delle dinamiche di circolazione e
trasmissione della proprietà all'interno delle categorie sociologiche
"famiglia-parentela". Indagine validissima, rigorosamente archivistica, e
tutta orizzontale quella del valentissimo studioso dell'Università di
Canterbury. Purtroppo Il "male oscuro" della decadenza di Ascoli è
verticale, comatoso, ed è tuttora rimasto oscuro (anche se talvolta, a livello
epidermico, sfiorato da sommari profili storici); tanto oscuro, da
diventare metastasi, ininterrotta emorragia demografica, dagli inizi del
Novecento ai giorni nostri.
In questa metastasi, nel suo ricostruttivo iter verticale,
trasversale, s'imbatte pure il de Leo, il quale, dopo aver seguito
attentamente nelle risultanze statistiche il diagramma del declino della
funzione giudicante per penuria di sentenze( "I cittadini ascolani, così,
all'improvviso,sono diventati tutti uomini dabbene?!!?"), non può non
rilasciarne, sgomento e a malincuore, la certificazione di avvenuto decesso
per collasso.
All'ambito della sua ricerca, beninteso, non compete di più né è possibile
per qualsiasi "solista" (laddove è richiesto un organico orchestrale)
fare meglio. Anzi il predetto lavoro ha un grande pregio e come modello
metodologico e come Iperstoria in "nuce", per le ragioni che ci
affrettiamo a prospettare.
La crisi di una comunità umana è sempre determinata da fattori endogeni ed
esogeni in ordine ad un quadro complessivo di riferimento. Giungere a
stabilire incidenza e responsabilità dei rispettivi fattori in un vissuto
storico esige un'analisi critica a 360°. Solo quando il pensiero storiografico
ascolano affiancherà alla microstoria esemplare del de Leo le contestuali
storie del ruolo dell'educazione umanistico-religiosa nel paese, senza
alternative di formazione tecnico-professionale; del ruolo delle
congreghe religiose; degli assetti proprietari nel territorio produttivo;
della conduzione agraria estensiva; dell'incapacità dell' artigianato
ad evolvere verso forme cooperative idonee ad attuare una produzione
industrializzata; dell'emigrazione in massa a livello di classi subalterne
ecc., si potrà parlare di "memoria ascolana ritrovata ed organizzata".
Nondimeno, all' organizzazione sistematica della suddetta memoria (che
comporta per ogni vero storico un lavoro assai improbo, diuturno, oscuro,
tra archivi polverosi, quasi mai remunerato per l'impegno profuso), la
monografia del de Leo contribuisce potentemente e non può certamente
gratificarLo la prospettiva che la sua opera, costata anni di certosine
ricerche, vada dispersa nel mare magno del patrimonio librario. Essa,
a nostro giudizio, oltre alla canonica archiviazione in biblioteca, merita un
più vasto pubblico ( la diaspora ascolana in Italia e nel mondo, per esempio),
una reperibilità e fruibilità diverse: la memoria, per fruttificare,
ha bisogno di" habitare in oculis", stare sempre davanti agli occhi di
tutti, addetti ai lavori e non, e in "tempo reale" possibilmente. Tanto
risultato è conseguibile, oggi, solo nell'incommensurabile platea d'Internet.
"ASCOLI SATRIANO on Web, Il Portale dei Portali", come testata
telematica, sente il dovere di tributare al de Leo l'omaggio di questa vetrina
"ciberspaziale" e, nel contempo, di ringraziarLo, per
aver acconsentito, entusiasticamente e a titolo del tutto gratuito, alla
richiesta di questa pubblicazione, che, di fatto, inaugura la digitalizzazione
e trasmigrazione della "memoria ascolana" su Internet.
Potito Coluccelli
(1) Cfr. : "...omnium autem eloquentissimus
extra hanc urbem Titus Betucius Barrus, cui sunt aliquot orationes
Ausculi habitae, una Romae contra Caepionem...", Brutus [ 46-169] in "Cicerone, Opere Retoriche",
UTET, Torino, 1970, pag.684
Notizie intorno all'Autore
Carmine de Leo, scrittore e giornalista , è
Ispettore Onorario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, socio
ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia e dell’Istituto
per la Storia del Risorgimento Italiano nonchè tra i soci fondatori dell'Associazione
Amici del Museo Civico di Foggia, città ove è nato nel 1953.
Per la sezione saggistica, nel 1989, gli è stato assegnato il 1° Premio Nazionale Letterario, dedicato alla memoria del giornalista Luca Cicolella. Grazie ai suoi numerosi saggi sulla storia e le tradizioni del Promontorio Garganico, nel 1990, è stato onorato del Premio Internazionale "Puglia", sezione giornalismo, patrocinato dall' Amministrazione Provinciale di Bari e dalla Regione Puglia.
Per il suo impegno nel campo della ricerca storica sulle antiche magistrature
e sul periodo federiciano ha ricevuto vari apprezzamenti, fra cui quelli del
Capo dello Stato dr.Luigi Scalfaro, del Presidente del Senato, dell’Istituto
Archeologico Germanico e dell’Istituto Storico Germanico di Roma.
Ha pubblicato i seguenti volumi:
· " Pietramontecorvino, la porta del Subappennino", Castelfiorentino, 1987.
· " Storia dell'Amministrazione Giudiziaria in Capitanata.", Foggia,1990.
· " Il Palazzo di Federico II di Svevia a Foggia", Foggia,1990.
· " Cattedre Accademiche ed Universitarie a Foggia nei secoli XVIII e XIX ", Foggia,1991.
· " Foggia, origine e sviluppo urbano", Foggia, 1991.
· " Storia gastronomica della Capitanata", Foggia, 1991.
· “ Foggia in A-1991-1992” (breve storia del calcio a Foggia), Foggia,1992.
· " Foggia com'era" , Foggia, 1992.
· " Gargano... scrigno di tesori, arte, storia e folclore”, Foggia,1993.
· " I Tribunali di Foggia e Lucera", Calendario Giudiziario Corte d’Appello di Bari, 1994.
· " Natale... tradizioni e gastronomia", Foggia, 1994.
· " L'Amministrazione Giudiziaria nelle Costituzioni di Federico II di Svevia", Foggia,
1995.
· “ Palazzi e famiglie dell’antica Foggia”, Foggia, 1995.
· “ La Corte d’Appello in Capitanata. 1944-1947”, Foggia, 1996.
· “ Facezie e storie di cucina”, Foggia, 1996.
· “Il Palazzo di Federico II. Dalle testimonianze scritte alla ricognizione sul terreno”, in
“Foggia Medievale”, Foggia, 1997.
· “ La Società economica di Capitanata e la storia di Vico del Gargano”, Foggia, 1998.
· “ Il Pane dei Santi. Le pietanze nella religiosità popolare”, Foggia, 1998.
· “ La Corte d’Assise Straordinaria a Foggia. 1885-1889”, Foggia, 1998.
· “ Le piazze storiche di Foggia”, Foggia, 2000.
· “ Il Tribunale di Commercio…”, Foggia, 2000, con Daniela de Leo.
· “ Foggia, immagini e memorie”, Foggia, 2000.
· “ Storia e costume nelle stampe d’epoca…”, Foggia, 2001.
· “ Telai e panni del Gargano. Storia e tradizione”, Foggia, 2001, con Giuseppe M. Lemme.
· “Dal Baiulo al Pretore. La giustizia ad Ascoli Satriano”, Foggia, 2002.
· “Disegni e cartografia storica. Capitanata – I –“, Foggia, 2002.
· “Riflessi storici” in “Forum Foggia”, Foggia, 2004.
Ha curato inoltre la riedizione, nel 1994, del "Vocabolario domestico del dialetto foggiano" di C. Villani ed ha partecipato anche alla realizzazione di alcuni filmati storico-turistici quali: “Pietramontecorvino ”, “Gargano e Tremiti”, “I Palazzi di Foggia”, “Foggia com’era” ed altri.
Un estratto del suo volume “Storia dell’Amministrazione
Giudiziaria in Capitanata...” è ospitato nel sito Internet:
http://www.isnet.it/Tribfg/.
Per
l’ubicazione nelle biblioteche italiane dei suoi volumi vedasi on line l’indice
SBN del Ministero per i Beni e le Attività Culturali:
http//opac.sbn.it/index.html
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Presentazione Notizie intorno all'Autore |
1°- Dal Baiulo all' Ufficio Doganale | 2°- Dal Giudice di Pace al Giudice Regio | |
| 3°- Dal Giudice di Mandamento al Pretore | Tavole fuori Testo | Ringraziamenti Nota Bibliografica |
Carmine.de LEO / DAL BAIULO AL PRETORE / La Giustizia ad Ascoli Satriano 2/9
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