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II musicologo Potito Pedarra, ascolano D.O.C. (come
inequivocabilmente rivela il suo nome), è un’indiscussa autorità in campo
musicale e il suo quarantennale impegno in direzione della musicologia
respighiana è altamente stimato e apprezzato in tutto il mondo, tanto dagli
studiosi italiani quanto da quelli stranieri. Al contrario in Ascoli Satriano,
ove è nato il 13 Agosto 1945, la sua notorietà stenta a decollare, nonostante
che egli abbia fatto dono di quasi tutte le sue pubblicazioni alla Biblioteca
“Pasquale Rosario” , da circa sette anni.
Ancora oggi Pedarra è ricordato da tutti i coetanei interpellati, soprattutto
compagni di scuola, come un grande divoratore di libri ( e non già di spartiti
musicali) e qualcuno resta persino incredulo nell'apprendere la sua profonda
innovazione operata nell’approccio alla musicologia respighiana. Altri ricordano
solo di averlo visto partire per Milano (con una “valigia di cartone”,
piena di sogni, indumenti, effetti personali nonché del conseguito “Diploma
di Avviamento Professionale” ), al culmine dell’ondata migratoria
interna, passata alla storia come “Esodo del Sud dal Sud”. Le sue
sporadiche e fugacissime apparizioni in paese, negli anni successivi, non sono
valse ad aggiornare nella memoria collettiva il “file” riguardante la sua
persona, tanto è vero che, al momento, si possono contare sulle dita di una sola
mano le persone che, in Ascoli, hanno un’idea precisa circa la “mission”
del nostro illustre concittadino.
Per porre termine a questa situazione, non certo onorevole per la nostra
comunità, il sito “ASCOLI SATRIANO on Web” ha assunto l’iniziativa
d’intervistare Potito Pedarra, il quale si è dichiarato subito disponile alla
realizzazione dell’ idea (e del che Lo ringraziamo vivissimamente, anche a
nome dei nostri visitatori).
Sono intercorse numerose telefonate e, dal contatto stabilito, ne è nato pure
un voluminoso epistolario via e.mail . Egli, infatti, per documentare la
sua “proteiforme” attività nel campo della musicologia respighiana, ha
tirato fuori i pezzi più significativi del suo archivio musicale e multimediale
nonché, dal suo nutritissimo “palmarès”, le più prestigiose
attestazioni di stima da parte di istituzioni musicali e non, editori, direttori
di orchestra, musicologi respighiani di tutto il mondo (cliccare
qui per accedere).
DOMANDA (1):
Anche se gli studi iniziali non sono in linea col Suo
“exploit” in campo musicale, Ella, da una generica audiofilia, attraverso un
corposo autodidattismo, è approdata ai lidi della Musicologia, al punto da
essere considerata, sul piano nazionale ed internazionale, il massimo esperto
dell’universo respighiano.
Può raccontarci come, in concreto, è avvenuta in Lei questa metamorfosi e quali
occasioni e persone ne hanno favorito il processo?
RISPOSTA:
Mi viene subito in mente di risponderLe
come al Professor Righini, a sua domanda analoga:“Quando fui rapito
dalla musica (cito a memoria), avevo innanzi a me due possibilità:
studiarla, dedicandomi specialmente ad uno strumento, come fanno molte persone
rapite da questa musa in età non giovanissima, oppure occuparmi del mondo
orbitante attorno ad essa; mondo dal quale mi sentivo potentemente calamitato e
già largamente coinvolto a livello conscio ed inconscio”
Di qui la mia scelta della seconda strada, essendomi già incamminato, per
chiamata di voce interna, sul binario “Respighi”.Ma,
allora, la mia ricerca musi -(Continua,Clicca !)
Potito Coluccelli