![]()
![]()
ASCOLI SATRIANO ON Web / Archivio
![]()

cologica, sia pure "limitatamente" alla figura e
all'arte del grande Maestro bolognese, non era ancora debordata dall’ambito
dell’“amatorialità”, come invece avvenne più tardi, dopo la presentazione
alla vedova del musicista. In quella occasione, durante il corso della
conversazione, suscitò in Lei grande sorpresa l'ampia conoscenza da me
dimostrata circa la sua personale carriera artistica nonché la vasta
informazione posseduta intorno a tutte le composizioni di suo marito. E’ fu
subito comunione d'intenti.
Del mio primo incontro con Elsa Olivieri Sangiacomo Respighi, a
Venezia (al Concerto inaugurale che anticipava le “Manifestazioni per l'anno
respighiano”, il 20 settembre 1978), credo di averne già parlato. Forse,
però, non sono mai riuscito a descrivere compiutamente il primo incontro a Roma,
quando, all'Accademia di Santa Cecilia (di Via dei Greci), in un
intervallo di un altro concerto celebrativo respighiano, sentii una mano posarsi
sulla mia spalla: era la sorella di Donna Elsa, la quale, passando con la
sua "carrozzella" da invalida, mi aveva riconosciuto tra la folla e, per
questo, mi mandava a chiamare. Fu in questa seconda occasione che, presentandomi
ad uno degli ultimi allievi viventi del Maestro, disse: "Vedi, Carlo
Alberto, questo signore viene da Milano e sa cose di Respighi che neppure io
so". Fu il più bel complimento del genere che io abbia mai ricevuto in vita
mia. Tanto più bello perché mi rendeva cosciente della mia crescita culturale e
mi certificava di avere già imboccato la strada del mio futuro da musicologo,
benché fossi -lo confesso- ancora lontano dall'avere approfondito lo studio
della figura e dell'arte del Maestro.
Poco più di sei anni separavano le Celebrazioni del 1° Centenario
della nascita di Ottorino Respighi da quelle per la commemorazione della sua
morte, avvenuta a soli cinquantasette anni. Preveggente, come sempre, Donna Elsa
seppe creare con buon anticipo un comitato per commemorare degnamente la morte
del marito. Tra le tante cose interessanti, il predetto comitato mise a punto
anche un progetto mirato, da un lato, alla ricerca delle musiche inedite
di Respighi e, dall’altro, alla catalogazione di tutte le sue opere. L'incarico,
scaturente dal medesimo progetto, mi fu affidato congiuntamente da Elsa Respighi
e da Casa Ricordi, che rappresentava il mio interlocutore sotto l'aspetto
tecnico e scientifico. Ed io lo portai a termine nella maniera più rapida e
libera immaginabile, con grande meraviglia e soddisfazione di entrambi i
committenti per l'esito raggiunto. Ciò toccò la mia corda più intima e, quando
fui solo, piansi di gioia.
DOMANDA (2):
Nella musicologia respighiana contemporanea sono ravvisabili almeno tre linee
principali di tendenza:
a) la "filologica" continuatrice della grande tradizione umanistica
italiana, infaticabile ricercatrice e “collazionatri- ce” di manoscritti
per la restaurazione della “lectio” corretta del testo;
b) la “critico-estetica”, saggistica che predilige esercitarsi su qualche
isola, magari grande, dell’arcipelago respighi- ano;
c) la "storiografica", mirata a dare lo stato dell’arte per grandi
sintesi, una sorta di “Summa totius musicae respi- ghianae”; tendenza
questa magistralmente rappresentata, per intenderci, dallo studioso tedesco Dr.
Christoph Flamm.
Vuole spiegare per i nostri visitatori quali di queste tendenze Ella sente più
in sintonia col Suo impegno musicologico?
RISPOSTA :
Decisamente la prima. Delle altre due sento pure il fascino. Leggo gli studi più significativi che vengono pubblicati, ma non mi sento adeguatamente “attrezzato” per un impegno specialistico.. A ciascuno il campo della propria professionalità.
Potito Pedarra e Potito Coluccelli in un momento dell'intervista