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"ASCOLI SATRIANO on Web" è onoratissima di ospitare la rassegna di Potito Pedarra, "LA MUSICA A MILANO/ La Nuova Stagione 2008/2009", proprio nel momento in cui il nostro illustrissimo concittadino è appena reduce dall'aver incamerato da uno dei massimi musicologi italiani, Quirino Principe, un ambitissimo riconoscimento, che va ad arricchire il suo già prestigioso "Palmarès". (Clicca)
LA MUSICA A MILANO
Parte da STOCKHAUSEN la NUOVA STAGIONE MUSICALE 2008-2009
È veramente un
fenomeno in continua ascesa quello che attiene al recupero del Novecento
musicale in Italia e in Europa, ma a Milano, città da sempre “sotto la
nostra lente”, la generalizzata tendenza muta il segno:
in altre parole pare che l’aria di Novecento spirante l’anno scorso abbia
modificato la sua rotta, puntando verso la cosiddetta musica moderna, o
d’avanguardia, come si diceva un tempo, obliando quasi totalmente la musica
italiana del primo Novecento; musica che, solo un anno fa, prometteva di
diventare il “fiore all’occhiello” di molte istituzioni. È il caso
del massimo teatro musicale milanese, il Teatro alla Scala, che con
l’allestimento dell’opera d’Ildebrando Pizzetti, Assassinio nella
cattedrale, risolve il caso dell’auspicata “riscoperta di tanto
Novecento musicale sepolto”, in Italia, per la Stagione 2008-2009. Come
dire che l’attesissimo “Libro delle svolte” aperto solo un anno fa
dal Sovrintendente del Teatro alla Scala, Stéphane Lissner, è stato
presto richiuso. Insomma, l’“affare” discovery si riduce ad una sorta
di tributo da “pagare”, per non scontentare nessuno e tenere accesa la
fiamma della speranza.
Un sostanziale passo
indietro, se si pensa che la stagione precedente, non ancora conclusa,
includeva opere di diversi autori italiani del primo Novecento, oltre a
Puccini (sia pure per estremi anagrafici), Alfano, Dallapiccola e Respighi,
autore di cui, come si diceva, si deve ancora rappresentare il balletto
Le Jeune et la mort, secondo la “visione” di Roland Petit, creatore con
Jean Cocteau. Stabile è, invece, il numero degli autori del Novecento
provenienti da ogni parte del mondo, vale a dire Janacek, Britten e
Stravinskij (la
stagione precedente, invece, includeva opere di Berg, Bartók e Prokof'ev).
Insomma, si potrà pure obbiettare che il cartellone contiene opere di gran
pregio come The Rake’s Progress e che Igor
Stravinskij
manca dal Lirico milanese dal 1980, ma non è certamente con questo
genere di proposta che si fa discovery. Perciò niente recupero del
cosiddetto “patrimonio sepolto”, come pure un Ente pubblico sarebbe tenuto a
promuovere.
Al Teatro alla Scala va tuttavia riconosciuto il merito di “sostenere” la breve stagione di “Milano Musica” – questa, sì, interamente dedicata alla musica del Novecento più avanzato - la cui Associazione si fregia, tra l’altro, anche della ragione sociale del primo teatro musicale della città. Una stagione, quest’ultima, come altre “sparse” per l’Italia, ma che in questo momento riceve il “vento di poppa” (per venire al tema introduttivo), come la “Rassegna di musica moderna e contemporanea / Traiettorie”, che si tiene a Parma, ed il Festival della musica Contemporanea alla Biennale di Venezia(limitandosi ad alcune realtà delle regioni più vicine), anche se quest’ultima svolge da gran tempo un ruolo decisivo nella musica moderna e d’avanguardia del nostro paese. Una stagione breve e immensa, quella della Biennale (giunta ormai alla 52a edizione): 34 concerti in circa due settimane (dal 2 al 18 ottobre), il cui programma si rivela nella “coesistenza delle radici con il futuro […] accostando a due autori ‘simbolo’ della Biennale come Igor Stravinskij e Luigi Nono, i nomi di due giovani compositrici di area baltica, la lituana Juste Janulyte e la estone Mirjam Tally" (1). Ma torniamo alla Rassegna milanese “Suoni dall’Europa”(questo è il sottotitolo che reca il calendario della piccola stagione), la quale, sebbene ami definirsi Festival, si snoda lungo l’arco di oltre due mesi (dal 28 settembre al 8 novembre), proprio come una breve stagione. Questa, in discorso, è dedicata quest’anno a Karlheinz Stockhausen, il musicista tedesco scomparso il 5 dicembre 2007, di cui saranno eseguite “tre celeberrime composizioni: Hymnen, Stimmung, Kontakte”(2).La 17a edizione di “Milano Musica” inizierà appena si sarà conclusa la stagione dei festivals estivi e, dunque, anche la grande rassegna internazionale MiTo Settembre Musica, che “infiamma” oggi la città.
Festival
Milano Musica
“Settembre, andiamo. È tempo di cambiare, per Milano Musica 2008, giunto
alla sua 17a
edizione, i tempi sono ormai maturi per una profonda opera di
ristrutturazione amministrativa e concettuale”(3).
Esordisce così nel suo articolo Carlo Lanfossi, il cui testo è giunto a
noi a lavoro davvero compiuto, annunciando il
“nuovo che avanza”,
ossia alcune previsioni per il presente ed il futuro che scaturiscono da
un’intervista a Luciana Pestalozza, da sempre direttore artistico della
rassegna Milano Musica.
Insomma “riassetto organizzativo”
subito (necessario per una rassegna in espansione), con la direzione
artistica che “passa nelle mani di una generazione più giovane, quella di
Andrea Pestalozza”(4),
mentre il direttore uscente si riserva “il
compito di segretario generale per coordinare tutte le attività”(5).
Tra le novità, c’è “l’abolizione
dell’alternanza tra concerti monografici e percorsi di musica d’oggi”(6)
e l’avvio di un’attività discografica, dato che
Radio3
ha registrato tutti i concerti che
“ci sembrava uno spreco lasciarli lì
dimenticati”,
aggiunge Luciana Pestalozza. Per questo tra le centinaia di composizioni,
alcune inedite, saranno selezionate quelle più interessanti e meglio
eseguite. Accanto a dette novità c’è, naturalmente, la previsione di
presentare
“il maggior numero possibile di
composizioni nuove e di qualunque provenienza”.
Ad ogni modo, per il “nuovo che s’avanza”, sotto l’aspetto concettuale, bisognerà attendere il prossimo anno. Questa Edizione di “Milano Musica” (Clicca) si compone di una serie d’undici concerti (di cui, al momento, non sono ancora state precisate le date), sei conferenze-concerto e cinque incontri con autori e proiezioni video, che si terranno in vari luoghi della città (Teatro alla Scala, Teatro dal Verme, Sala Verdi del Conservatorio, Chiesa di Sant’Angelo, Spazio Antologico, Politecnico, Università degli Studi di Milano, Spazio Sirin ) e saranno tutti trasmessi da Radio3. Un filo conduttore della piccola stagione non c’è, perché, come hanno precisato gli stessi organizzatori, “i Percorsi 2008 sono particolarmente eterogenei”(7) e ogni concerto segue una propria idea. “Talvolta è una ‘non presenza’ che aleggia e informa tutto il programma…”(8). E' il caso del pianista Oleg Maisenberg, “dove il compositore assente e sotteso è naturalmente Chopin”(9). Talaltra è “una particolare forma di scrittura: la trascrizione o meglio l’elaborazione come processo di trasformazione svela il rapporto stretto e fecondo di Sciarrino con un antico maestro o l’inarrestabile fantasia di un Donatoni: immaginate il suo sommo artigianato folgorato da Count Basie. Oppure osservare come l’ormai desueto poema sinfonico si sia trasformato in una forma narrante ancora più libera, una sorta di ‘colonna sonora’ senza film. Peter Eötvös immaginò, riferendosi a Psychokosmos, una musica fortemente evocativa, capace di risvegliare delle immagini”(10).
______________________________________________________
1:
Cfr. ENRICO BETTINELLO,
Dal Baltico a Venezia, in Il Giornale della Musica, mensile
d’informazione e cultura, Anno XXIV, n.251 (p. 8), Settembre 2008 – EDT,
Torino.
2:Locandina
del 17° Festival Milano Musica
(www.milanomusica.org/festival/index.htm)
3:
CARLO LANFOSSI, Nuovo che avanza, articolo pubblicato in Il
Giornale della Musica, mensile
d’informazione e cultura, Anno XXIV, n. 251 (p. 9), settembre 2008 – EDT,
Torino.
4:
Ibidem;
5:
Ibidem ;
6:
Ibidem;
7:
Ibidem;
8:
Ibidem;
9:
Ibidem;
10:
Ibi