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WEBGRAFIA

L’attivazione del canale TELEVISIONE di questo portale cade dopo che Il CES(Consumer Electronic Show) di Las Vegas, il Mac World Expo di San Francisco e il 3gsm World Forum di Barcellona, le tre massime rassegne mondiali concernenti la comunicazione e l’elettronica di massa, da poco hanno chiuso i battenti. Cessati battage pubblicitario e fantasmagorie di proposte, diventa ora più agevole una riflessione, un bilancio delle tendenze innovative, emerse soprattutto nel mondo della comunicazione televisiva.
Va subito detto che l’intrattenimento domestico e mobile, nelle predette tre rassegne, hanno dominato la scena, nel senso che è stata sin troppo manifesta la convergenza di obiettivi tra produttori hardware e software nell’impresa congiunta di agganciare i tre schermi della vita quotidiana ( il telefonino, autentico ed onnipresente vademecum giornaliero; il maxischermo della Tv domestica e il monitor del “Pc-Ufficio” o domestico ) e di stringerli in un “unico circuito”, la Rete, da cui potere, in scala industriale, scaricare ovunque e con estrema facilità contenuti, servizi, software e veicolarli con altrettanta semplicità attraverso computers , televisori e tutta la lunga catena di dispositivi già pronti a lasciarsi implementare dalla “Tv mobile”, vale a dire notebooks, palmari, fotocamere digitali, lettori DVD portatili, sistemi digitali per auto e, ovviamente, i telefonini. Un business più che miliardario, dunque.
La convergenza in discorso non è frutto della casualità, ma piuttosto una logica risposta alla domanda sempre crescente di nuovi servizi e terminali; domanda montante soprattutto da due categorie di utenza, vale a dire gli appassionati di sports ( calcio, ciclismo, basket, scherma e tutti gli altri eventi sportivi suscettibili di una diretta televisiva) e gli amanti dell’intrattenimento via videotelefonia.
Nel panorama della nuova generazione di soluzioni hardware e software, sfilate in passerella, prescindendo dalla miriade di novità riguardanti il mondo dei gadgets o del consumo spicciolo, l’attenzione va focalizzata su tre eventi destinati tutti ad incidere profondamente sulla comunicazione e fruizione del messaggio televisivo: a) la presentazione della nuova console “Xbox 360” (circa 11 milioni di pezzi venduti alla fine del 2006) e la caterva di servizi mirati all’ intrattenimento multimediale collegabili alla predetta, compresa l’IpTV (la Tv via Internet) sviluppata in autonomia dalla Microsoft; b) il camaleontismo dell’iPod prodotto dall’Apple, da iPod, semplice lettore di files Mp3, a proteiforme i-Phone, tuttofare; c) il Windows Home Server prossimo venturo ( annunciato da Bill Gates in persona), fulcro dei salotti virtuali di domani.
Procedendo con ordine, la potentissima“Xbox 360” della Microsoft, apparentemente ultima delle console per videogiochi da salotto, dotata di uscita ad alta definizione, offre non solo grafica di primissima qualità nei giochi nonché immagini fluide e ben definite nei filmati, ma, da vera e propria “cabina di regia” dell’ intrattenimento multimediale (quale in effetti diventa in accoppiata ad un computer con a bordo Windows Media Center) visualizza foto e video; riproduce musica e, una volta collegata a dovere, si trasforma in autentica scatola magica, operativa a 360 gradi: connettività a largo spettro a qualsiasi canale televisivo supportato da segnale analogico, digitale terrestre o satellitare, a mezzo di un semplice telecomando, che rende finalmente la televisione interattiva e personalizzabile, mettendo in condizioni di adattare orari e palinsesti alle esigenze e agli interessi personali. In qualsiasi momento, infatti, è perfino possibile sospendere, riavvolgere o riagganciare la trasmissione in diretta, sia televisiva che radiofonica, con la stessa facilità d’uso di un videoregistratore o riproduttore di CD o DVD, utilizzando i familiari comandi di play, pausa, avanti e indietro. Ma c’è di più: la possibilità di mettere tra parentesi la “sequenzialità” temporale. Una chiamata telefonica, ad esempio, ci costringe ad un momentaneo allontanamento dallo schermo. Nessuno sgomento. Una semplice pressione del telecomando e Windows Media Center avvia automaticamente una registrazione della trasmissione in onda sul disco fisso, consentendo la ripartenza dal punto preciso dell’interruzione e addirittura il riaggancio della trasmissione in diretta al primo intervallo pubblicitario, come se la cronologia della visione non avesse subito troncamento alcuno.
L’attesissimo iPhone o “iPod-fonino”, invece, integra funzioni di comunicatore internet, telefonino e iPod “wide screen”, a schermo grandangolare, per i films scaricati dalla Rete. L’iPhone, in realtà, è una riuscita combinazione di tre prodotti (un rivoluzionario telefono mobile, un iPod “audio-video” pilotabile da pulsanti “touch controls”, a sfioramento di dito; un comunicatore Internet, capace di navigare nel Web e tra mappe interattive nonché di compiere, col semplice sfioramento dell’immagine dei pulsantini dedicati, ricerche su Google e Yahoo. E tutte queste meraviglie in un terminale maneggevolissimo sotto il profilo del rapporto “peso–dimensioni”. L’iPhone, per sovra mercato, presenta un’interfaccia grafica completamente ridisegnata e basata su di un generoso display “multi-touch”, che aiuta a gioire sia della dotazione già acquisita in materia di musica, audiolibri, film, spettacoli televisivi sia delle librerie multimediali scaricabili da iTunes o dal proprio PC. Non c’è da stupirsene: l’industria — e l’Apple in prima linea — ha da tempo scoperto che il telefonino è un terminale assai duttile e versatile, con una base di servizi comuni a tutti, ma anche con infinite varianti e possibilità di personalizzazione, fino al parossismo della giacca a vento con incorporata stereofonia connessa al cellulare o la ninna nanna elettronica cantata al bambino in culla.
Una considerevole attenzione ha attratto verso di sé anche la “Tv digitale mobile”, al cui modello vincente alcune cordate tecnologiche internazionali e concorrenti stanno autonomamente lavorando, a dimostrazione che essa non è più soltanto uno spot pubblicitario per l’incentivazione delle vendite di telefonini Umts di nuova generazione, ma è una realtà tecnologico-produttiva che nel prossimo triennio indurrà volumi di fatturato da capogiro..
Nel fervore delle suddette ricerche e sperimentazioni di piattaforme è giunta da parte del colosso coreano Samsung, interlocutoria ed improvvisa, la proposta di una Tv mobile attraverso i broadcasters tradizionali, grazie ad un nuovo chipset (di sua progettazione, fabbricazione e in corso di brevetto), che, una volta implementato nelle nuove linee di produzione dei cellulari, abilita questi ultimi alla captazione di segnali televisivi, trasformando a tutti gli effetti i telefonini in “mini Tv portali”, capaci di ricevere, nella più assoluta mobilità ( treno, auto, nave, montagna, mare ecc. ), segnali televisivi e senza perdita di qualità.
Al momento i “Cartoons” sono gli ingredienti della quasi totalità dei palinsesti on demand e interattivi, in via di allestimento da parte degli operatori per l’appuntamento con la “Tv mobile ” fissato per il 2008, anno in cui l’offerta di servizi televisivi, secondo gli analisti del settore, raggiungerà livelli di disponibilità più che soddisfacenti.
Intanto, nel campo della comunicazione e fruizione televisiva, è anche atteso il lancio di Windows Home Server, di cui è fortemente avvertita l’esigenza. Infatti il glorioso Personal Computer ormai, da solo, stenta a fronteggiare le richieste di memorizzazione, archiviazione e rielaborazione sempre più esose da parte dei diversi utilizzatori finali e da tempo si autocandida a client di un server domestico. Sono ormai troppe le registrazioni in diretta degli audiofili nonché quelle riguardanti le discoteche di classica e leggera, le videoteche, le fototeche ( tutti generi di files questi, che, sia pure molto compressi, mettono subito alle corde anche l’hard-disk più generoso in quanto a capacità); troppe le necessità di “becappare” dati e programmi, perché un normale computer desk-top possa farsi carico di tutto il patrimonio multimediale di una famiglia moderna e in tempo reale renderlo reperibile, secondo i più disparati criteri di ricerca, nonché immediatamente fruibile, attraverso godibilissime presentazioni. Benvenuto sia detto, dunque, a Windows Home Server, software dall’interfaccia utente semplificata e destinato a “girare” su numerosi dispositivi ( saranno in vetrina a fine 2007 e tra questi il “MediaSmart Server” di HP) per la felicità dell’utenza domestica, che li potrà utilizzare come centrali di back up e di archiviazione foto-video nonché di files musicali contenuti nei computers, nei lettori multimediali (Zune), nelle consoles per il gaming (Xbox 360) e, infine, da porta di accesso diretto, via Internet, ai dati in modalità remota. Ma di tutte le possibili prestazioni di questo server prossimo venturo va rimarcata quella di rappresentare esso un’autentica alternativa alla “diretta” televisiva ovvero, per dirla in altri termini, il piacere della differita in pantofole, senza nessuna perdita di qualità rispetto alla diretta.
A questo punto del discorso, dovrebbe risultare intuitivo che i modelli tecnologici e distributivi dei palinsesti televisivi un tempo allestiti per i ”salotti virtuali” stanno già subendo profonde trasformazioni soprattutto nel rapporto “telespettatore -Tv:”, fino a ieri basato su di una platea monolitica e domani destinata a progressiva ed irreversibile frammentazione, di fronte ad un’ offerta sempre più ampia e varia di media, canali e piattaforme diverse; alla crescente disponibilità di servizi “on demand” e alla molteplicità di funzioni mirate all’ autoprogrammazione dell’intrattenimento mediante home server, il futuro freezer della multimedialità. Secondo gli analisti più acuti, nel prossimo quinquennio, si arriverà ad una dicotomia del mercato, tra consumatori fedeli alla classica fruizione dei media e gli utenti interessati soltanto ad una Tv a pagamento, materiata di palinsesti multicanali scaricabili in formato digitale da ogni luogo ed in qualsiasi momento del giorno. Non c’è chi non s’avveda che questa dicotomia di utenza televisiva inevitabilmente determinerà la revisione e ristrutturazione di offerte tariffarie, modelli di programmazione e produzione dei palinsesti nonché la tipologia di distribuzione. Questo, dunque, sia pure schizzato dall’alto e a grandi linee, il panorama odierno della televisione. E di fronte a questo panorama qualche interrogativo sorge spontaneo:Cui prodest? A chi giova tutto questo arsenale di terminali e periferiche? All’uomo, alla società, all’industria ? Si sta realizzando l’utopia sempre inseguita dall’essere umano ( quella di vivere immerso in un ambiente di suoni graditi, magari cullanti, o in uno scenario onirico, quali quelli che, “sub-liminalmente,” evocano certi spettacoli cinematografici e televisivi ) o non si viaggia piuttosto verso l’assoluto “autismo”, la più totale fuga dalla realtà? Se ne discute da tempo in sociologia, psicologia, filosofia e pedagogia e le diagnosi non nascondono preoccupazioni
A nostro modesto avviso, c’è indubbiamente per la multimedialità , come per il vino, un problema di misura nell’assunzione delle dosi: nell’abuso, la prima può portare all’atrofia della socialità nella personalità, se non addirittura alla caduta nell’autismo, la totale perdita di contatto con la realtà quotidiana; il secondo, all’etilismo. Ma quando le due predette esperienze giungono a tali deprecabili esiti, già prima nella personalità sono saltati tutti i commutatori di sintonia, tutti i “livelli di guardia”. E non certo solo per colpa della multimedialità. E non certo solo per colpa del vino.

                                                                                                            Potito Coluccelli

                                                                               

 

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