
POESIA ON LINE. La Terza Via ?
Chi ha
definito il "Computer" la più grande "protesi" a disposizione
dell'Uomo per la realizzazione dei suoi molteplici interessi e bisogni ha visto
giustissimo, tanto è vero che oggi chiunque (dal più modesto data entry
al manager, dall'applicato di segreteria al professionista, dallo
studente all'intellettuale ecc,) vive una qualsiasi accidentale e transitoria
indisponibilità del proprio "Personal", se non come l'amputazione di un
arto, certamente come una grave menomazione della propria operatività ed
efficienza. E, se questo discorso è vero per qualsiasi settore di umana
attività, lo è ancor di più per quei campi che hanno attinenza con
l'espressività in tutte le sue forme, tra le quali principe la Poesia.
Poetare, nell'era della Information and Communication Technology, non è
stato mai tanto agevole e a portata di mano. Niente più penna e carta. Niente
più sfregi cruenti sulle bozze, da farle sembrare più il foglio di una battaglia
navale combattuta a tavolino che un testo poetico definitivo; testo cui un tempo
si perveniva dopo reiterati passaggi in bella copia dell'iniziale foglio di
carta, martoriato di correzioni, ove era dapprima "atterrata" la sempre
volatile e volubile ispirazione. Ma, soprattutto, niente più
pellegrinaggi per le varie case editrici: qualsiasi poeta novizio,
che abbia un minimo di domestichezza con un "Word processor" e con un
programma di "Web-publishing", è in grado di far da sé e conquistarsi
"visibilità Internet" con un sito personale.
E' nato il "poeta-editore" , la "terza via" da sempre sognata. Ma
è una via reale, veramente percorribile? E, se sì, fin dove?
Alessandro Terreni, autore di "Esordire in Internet"
(Cfr., in"Tirature '04",
tradizionale annuario editoriale curato da Vittorio Spinazzola e pubblicato in
coedizione dalla Fondazione Mondadori e dal Saggiatore,
2004,
pagg. 147-148), ha fatto oggetto di specifico studio
la terza via in discorso, evidenziando che la tendenza
odierna fra i poeti e scrittori esordienti, con dichiarate ambizioni
innovatrici e non, di affidare la propria opera prima non già al
tradizionale circuito ISBN del «libro stampato», ma alla
fulmineità sia pur volatile del Web, si è andata consolidando a tal
punto, che questa prassi non è più considerata una novità iconoclastica e
tanto meno una trasgressione di inveterati codici comportamentali.,
Tra l'altro questa particolare forma di editoria, sempre
secondo il Terreni, ha, da un lato, il pregio della immediatezza nel rapporto
"autore-lettore" e dello scavalcamento dei tradizionali canali di
distribuzione e vendita; dall'altro riproduce macroscopicamente, a livello di
platea planetaria, la tipica dinamica di diffusione "pre-editoriale"
tra autore del manoscritto e cerchia degli amici e dei conoscenti. Non è
infrequente, infatti, che il poeta esordiente on line, per la promozione
della sua opera prima, frequenti newsgroup, chat, mailinglist,
weblog, siti quali SuperEva o di altri provider, che offrono
spazio web gratuito alla Poesia, riuscendo per tali vie ad essere anche
gratuitamente incluso nelle directory riservate alla Letteratura dai
principali motori di ricerca. Tutto, però, finisce qui, nel senso che l'alloro,
la fama, la pubblica consacrazione poetica rimangono ancora saldamente nelle
mani dall'editoria su carta stampata, la sola a dispone di una rete distributiva
capillare imperniata sul doppio circuito delle librerie e delle edicole, vale a
dire la totalità del mercato librario, e di una grancassa di risonanza su tutti
i grandi mezzi di comunicazione di massa. Pertanto l'editoria tradizionale, per
chi non l'avesse ancora capito, rimane tuttora la "prima via", la strada
maestra, sia pure tutta in salita: di solito al battesimo della carta stampata
si arriva dopo aver partecipato, con buoni piazzamenti, ad un certo numero di
premi letterari minori.
Tra la prima via dell'editoria tradizionale e quella della pubblicazione
diretta on line c'è tutto un mondo sommerso di poeti alla ricerca di un
esordio, di un affaccio qualsiasi su carta stampata. E' questo il mondo della
"seconda via", imboccata da quanti per lo
umanissimo, comprensibilissimo narcisismo di vedere "l'effetto che fa" la
propria raccolta di poesie stampata in un libro, ne preacquistano e
prepagano ad un editore l'intera tiratura. In quest'ultimo caso, ad onore
del vero, anche in assenza di una precisa garanzia di immissione della propria
opera nel circuito ISBN da parte dell'editore prescelto, non sono soldi
sempre o del tutto buttati al vento, dal momento che per la partecipazione a
concorsi letterari, di norma, è richiesto un certo numero di copie a stampa a
disposizione della Giuria.
Al lume delle considerazioni sviluppate, quale strada allora imboccare?
A porsela questa domanda non sono oggi solo i poeti esordienti, i giovani
narratori, i cantautori, i musicisti, i progettisti di nuovo software e
quanti altri rientrano nella categoria ristretta dei creatori di opere dell'
Arte e dell' Ingegno, soprattutto in un momento in cui la sempre crescente
veicolazione della multimedialità in Rete sta imponendo come improcrastinabili
un ripensamento e una ridefinizione della normativa relativa al copyright.
Questione, quest'ultima, assai scottante, spinosa, per i suoi numerosi nodi
da sciogliere, e da almeno un paio d'anni all'ordine del giorno del
pensiero giuridico più sagace, analitico e attento al mutamento dei tempi.. Se
poi a queste difficoltà si aggiunge che Internet, pur nella sua tumultuosa ed
esponenziale crescita, rimane tuttora in una condizione anfibia,
ambivalente, di spazio in cui la domanda dei visitatori, portatrice di una
molteplicità di bisogni, viene intercettata dal più ampio ventaglio di offerte
possibili ed immaginabili, per essere poi soddisfatta quasi sempre nel quadro
delle strutture tradizionali preesistenti, si comprenderà che - ritornando alla
Poesia- esordire nella Rete è quasi un suicidio. E già, perché tentare di
dribblare il "canale editoriale normale", come pure cestinare tutte le
proposte di stampa provenienti dal "mondo sommerso" a pagamento, nella
convinzione che tra questi "due parametri" di giudizio ci possa essere
la terza via della pubblicazione diretta on line, va benissimo, se questo
percorso porta, prima o poi, ad incontrare almeno un critico, ad attrarre una
recensione. Ma i critici, soprattutto se di vaglia, sono già specie rarissima
da incontrare nel mondo dell'editoria tradizionale. Nella Rete, prescindendo da
due o tre curatori di antologie poetiche del Novecento, presenti e nel circuito
ISBN e in quello digitale, neppure a cercarlo col lanternino di Diogene ci si
imbatte in un critico. Bisogna prendere atto della realtà: i critici
letterari preferiscono semplicemente lavorare altrove. Non perché snobbino gli
esordienti in Internet: è già una fatica sovrumana stare dietro soltanto
alle proposte di stampa che pervengono ai vari editori dagli aspiranti
esordienti. Figurarsi poi se rimane tempo e voglia per interessarsi di altro !
.
Al lume delle considerazioni sviluppate, difficile, se non impossibile, dare
una risposta in assoluto, universalmente valida, circa il percorso preferenziale
da seguire in ordine alle tre vie. Due delle predette tre sono intersecate, se
non sbarrate, da tipologie di giurie diverse per livello di professionalità e
spessore critico-culturale. Scegliere, pertanto, un percorso piuttosto che
un'altro è una funzione delle attese personali. Chi dalla propria Poesia si
attende solo il passaporto per la Posterità, farà bene a scrivere, scrivere,
senza preoccuparsi di altro, lasciando ai Posteri, quando giungerà il momento,
la responsabilità dell' "ardua sentenza". Chi invece è tormentato dal
dubbio se la propria produzione è prosa o poesia o, peggio, né l'una né l'altra
e comunque ritiene che il superamento della propria crisi d' identità personale
può coincidere solo col rilascio di una certificazione minima da parte di una
giuria, faccia fila paziente davanti ai luoghi deputati. Con i nostri migliori
auguri.
Potito Coluccelli
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