
All'avvento
della televisione ci furono pubblicisti che si affrettarono a recitare il "De
profundis" alla radio e al cinema. Ma si sbagliavano di grosso.
Nel Novecento la radio, è vero, ha visto spesso precipitare i propri indici di
gradimento al cospetto di "media" rampanti, più prestigiosi ed
accattivanti, ma ogni volta, come araba fenice, è risorta dalle ceneri ed oggi,
nel panorama delle diffusioni radiotelevisive, non solo essa ha conquistato uno
spazio di tutto rispetto, ma il suo futuro "digitale" si annuncia
alquanto lusinghiero.
Certo, nel recupero della sua fetta di "audience", una grossa mano l' è
già venuta (e ancora di più le verrà nel futuro prossimo) dalla tecnologia, che
le ha permesso di guadagnarsi circuiti d'ascolto esclusivi, vere nicchie
di adoratori, inattaccabili dalla concorrenza degli altri "media".
Secondo una recente statistica, gl' Italiani che seguono con una certa
assiduità la radiodiffusione ammontano a circa 15 milioni, diversamente
distribuiti e per fasce di età, dagli 11 ai 54 anni, e per fasce orarie.
Come si spiega tale successo nel contesto dei grandi mezzi di comunicazione di
massa?
Occorre, per comprenderlo, spostarsi per un attimo, sul terreno della
psicologia umana. Ci sono situazioni nella vita di tutti i giorni in cui la
comunicazione tramite un "SMS" viene preferita a quella via cellulare o
telefono fisso, come pure momenti in cui lo "streaming" multimediale a
mezzo televisione o computer deve cedere il passo a programmi radiodiffusi. La
ragione di questo ribaltamento nelle preferenze dell'utenza, nell'arco della
giornata, è da ricercare nel diverso tipo di coinvolgimento dell'udito e della
vista nella fruizione dei programmi ad essi rispettivamente dedicati dai
palinsesti radio-televisivi.
La personalità umana, ancor prima del computer, è stata strutturata
dall'evoluzione biologica in modalità "multitasking" , ossia capace di
attendere contemporaneamente ad una molteplicità di compiti, purché non
incompatibili tra di loro: guidare e ascoltare
l'autoradio, si; cenare e guardare la televisione, pure; studiare
ed ascoltare musica, anche (C'è chi lo fa. Beato lui! ); guidare e
prestare attenzione ad un programma televisivo, no (E' da aspiranti suicidi).
Il successo della radio, pertanto, si spiega solo in parte come conseguenza
delle innovazioni tecnologiche digitali. Queste, indubbiamente, hanno
profondamente mutato le modalità della diffusione e fruizione dei programmi,
grazie ad un'offerta di strumenti di sintonizzazione e accesso all'ascolto senza
precedenti; strumenti (calibratissimi sulla psicologia umana) che vanno
dal Dab (Digital Audio
Broadcasting), trasmissione audio digitale,
al satellite; dalla webradio tramite Pc al Podcasting, dai
rivitalizzati "walkman" alle incorporazioni di sintonizzatori radio nei
telefonini e nei lettori Mp3 e addirittura nelle "Pen Flash". Questa
duttilità, capillarità, ubiquità dei vettori di file audio, coniugate alla
mobilità d'ascolto e all'insopprimibile bisogno umano di condivisione, fanno
della radio l'ideale compagna nei viaggi in auto, in treno, nelle sale di
attesa, nel mondo dello sport, nello jogging; la voce amica
sul lavoro e nelle notti insonni.
L'attuale bacino d'utenza, tuttora ormeggiato al vecchio segnale di
trasmissione analogica, è destinato ad espandersi ulteriormente con l'avvento
della radiofonia digitale, sinonimo di qualità del suono prossima al Compact
disk; di assoluta assenza di fruscii in modulazione di frequenza;
di eliminazione e dei disturbi nella ricezione e delle fastidiose "risintonizzazioni"
negli spostamenti da una località all'altra (problema assai annoso); di
trasmissioni simultanee di voce, immagini e dati di varia natura ecc. Tutto ciò
promette il DAB per il futuro prossimo venturo, ma intanto la
riconversione del segnale, dall'analogico al digitale, stenta a partire, come
dimostrano, nelle statistiche ufficiali, l'esiguità delle vendite nel settore
concernente ricevitori domestici e autoradio "dab" nonché la ridotta
sperimentazione del futuro sistema su aree ridottissime del territorio
nazionale.
Intanto a incrementare indici d'ascolto e neofiti entusiasti ci pensa il "Podcasting",
ultimo rampollo della radiodiffusione via etere, ma pure ennesima variante
del file sharing tanto esorcizzato ed osteggiato dalle Majors
discografiche e cinematografiche: la condivisione scacciata dalla porta
rientra dalla finestra. Infatti il Podcasting ( mescolanza delle parole "iPod",
popolare riproduttore di Mp3 dell'Apple e "broadcasting"), trascinato
dall'onda lunga dei bloggers, si va diffondendo in maniera impetuosa e
straripante in tutto il mondo e , secondo i più attenti studiosi del fenomeno,
si accingerebbe ad ingaggiare sfide ardite quanto inedite, come l'ambizioso
progetto sbandierato della creazione di palinsesti "nuovi" con musica
"vecchia", vale a dire la condivisione di brani musicali (classici o
leggeri) ormai pensionati dalla tutela del copyright, per raggiunti
limiti d'età.
I podcast, genere nuovo di "web-magazine", sono il "top" della
mobilità, flessibilità e fruibilità: automaticamente recapitati agli
abbonati con lo sconto di pena connessa ad ogni downloading,
possono essere ascoltati in ogni momento, grazie alla copia memorizzata nel
computer dell'ascoltatore e a quella riversata nel suo player Mp3; a
differenza delle webradio in streaming, rendono inutile il
collegamento ad internet durante l'ascolto, consentendo la fruizione in
condizioni di mobilità e ubiquità, finora tratto distintivo esclusivo della
radio tradizionale.
Ad evitare disillusioni, però, pur riconoscendo tutti i meriti di questa
nuova moda radiofonica, l'onestà intellettuale c'impone di avvertire le
persone facili all'entusiasmo che, in ultima analisi, il Podcasting è l'
equivalente di un buon pranzo al sacco. Da non confondere, quindi, con
quello delle grandi occasioni, amorevolmente ammannito con le proprie mani.
Potito Coluccelli
LA RADIO NELL' ERA INTERNET
| Radio-Locator / Motore di ricerca statunitense per la localizzazione delle emittenti di tutto il mondo. |
| RAI.it / Radio 1/ Radio 2 / Rai 3 |
| RADIO 105 |
| RADIO 24 / La radio de "Il Sole 24 ore" |
| SMEMORANDA |
![]()
AVVERTENZA : Loghi, simboli, stemmi e relativi URL appartengono ai legittimi proprietari. In questo Portale essi vengono adoperati soltanto come richia- mo ipertestuale per un più facile puntamento ai rispettivi Siti
| DEEJAY / La radio via web |
| GUIDA ALLE STAZIONI RADIO / Sintonizzatore Radio Windows Media Player.com |
| La RepubblicaRadio.it/ |
|
Radio CAPITAL http://www.capital.it/capital/capital_for_you.jsp |
|
|
| RADIO JAZZ |
| RADIONOSTALGIA |
| RADIO POPOLARE MILANO / La Radio il Satellite |
![]()
WEBGRAFIA