![]()

![]()
![]()
|
|
| Rassegna televisiva e telematica di scienza della comunicazione / RAI Educational |
| SOIS / SOCIETA' ITALIANA DI SOCIOLOGIA |
| RIVISTA DI SOCIOLOGIA / Edizioni del Mulino |
|
VITA E PENSIERO / Rivista di Sociologia
Università CATTOLICA di MILANO |




![]()
Karl Marx Max Weber Vilfredo Pareto Hebert Marcuse Michel Fauxault
AVVERTENZA : Loghi, simboli, stemmi e relativi URL appartengono ai legittimi proprietari. In questo Portale essi vengono adoperati soltanto come richia- mo ipertestuale per un più facile puntamento ai rispettivi Siti
|
|
|
AIS
ASSOCIAZIONE ITALIANA DI SOCIOLOGIA |
|
Corso di laurea in SOCIOLOGIA Università di URBINO |
|
Corso di
SOCIOLOGIA DEL TURISMO Università "La Sapienza" di ROMA htto://www.turismatic.it/ |
|
Dipartimento di SOCIOLOGIA Università di PADOVA |
|
Dipartimento di STUDI SOCIALI E
POLITICI Università di MILANO |
|
Facoltà di SOCIOLOGIA Università di MILANO / Bicocca |
|
Facoltà di SOCIOLOGIA Università di NAPOLI "Federico II" |
|
Facoltà di SOCIOLOGIA Università di ROMA 1 |
|
Facoltà di SOCIOLOGIA Università di TRENTO |
WEBGRAFIA
A guardarlo da una prospettiva
storico-epistemologica, il senso della missione odierna che la
Sociologia avoca a sé si è venuto enucleando e decantando nell'arco di quasi
due secoli, l'Ottocento ed il Novecento. La parola sociologia, infatti,
è stata coniata dal filosofo francese Auguste Comte, che, nel suo "Corso di
Filosofia Positiva" (1839), adopera l'allora neologismo per
contraddistinguere "lo studio positivo dell'insieme delle leggi fondamentali
concernenti i fenomeni sociali". L'epiteto "positivo", in questa
concezione della Sociologia, esprime l'orientamento programmatico allo
considerazione della società umana non diversamente da un qualsiasi altro
fenomeno naturale, di cui s'indaga nascita, crescita, maturazione e declino,
allo scopo di determinare le leggi che presiedono alla sua evoluzione.
Neppure dieci anni dopo, nel 1848, a Londra, Karl Marx pubblica il
"Manifesto", certamente programma politico, ma anche enunciazione "in
nuce" di una sociologia che rivendica energicamente alle società umane la
dignità di "formazioni storiche", da indagare con le metodologie della
Storia.
Da allora nella Sociologia europea, prima, e mondiale, poi, si sono manifestate
due anime, che hanno dato vita ad un dialogo serrato e talora conflittuale, ma
sempre proficuo allo slargamento delle prospettive di studio, all'elaborazione
di metodologie sempre più aderenti alle problematiche sociologiche e alla
costituzione di un'unica scienza della società, supportata finalmente da
molteplicità di indirizzi di ricerca e di correlate metodologie.
La Sociologia contemporanea viene annoverata tra le "scienze sociali",
vastissimo patrimonio di conoscenze, che va dall'Antropologia all'Economia
Politica, dalla Psicologia Sociale alla Demografia, dalla Psicometria alla
Sociometria. Ma mentre le predette scienze focalizzano la loro ricerca su
particolari aspetti e settori della società (o della personalità umana in quanto
"tessera" di un "puzzle" socio-ambientale), la Sociologia, per sua
intrinseca vocazione, punta a porsi come la "scienza globale della società",
per antonomasia; scienza globale fondata non più e non tanto sulla
speculazione filosofica, quanto su di una metodologia scientifica, votata alla
ricerca empirica o decisamente sperimentale.
Soprattutto nel Novecento (all'insegna di modelli teorici quali Funzionalismo,
Strutturalismo, Teorie dialettiche, Teorie dell'agire sociale, Teorie dell'agire
comunicativo, Teorie sistemiche ecc.), è' stato portato avanti un ventaglio di
ricerche a 360 gradi, semplicemente "mozzafiato": Sociologia della
conoscenza, Sociologia dei gruppi, Sociologia del diritto, Sociologia
dell'ambiente, Sociologia dei consumi, Sociologia delle migrazioni, Sociologia
dell'organizzazione, Sociologia economica, Sociologia del lavoro e
dell'industria, Sociologia urbana e rurale, Sociologia delle religioni,
Sociologia della famiglia, Sociologia dell'educazione, Sociologia della musica,
Sociologia dei mass media, Sociologia della devianza et cetera et
cetera.
Quale studio sistematico delle interazioni, delle dinamiche interpersonali tra
uomini o interrelazionali tra gruppi e società nel quadro di un determinato
contesto storico-geografico-ambietale, essa, come si è appena visto, pur
avendo di mira in particolare le società industriali complesse, spazia
dall'analisi dei brevi contatti per strada, fra individui anonimi, al ruolo
che, nei processi sociali globali, giocano associazioni, gruppi, istituzioni e
mezzi di comunicazione di massa, focalizzando la ricerca ora su aspetti
macrostrutturali quali famiglia, parentela, sistema sociale, funzione, etnia,
classe, stratificazione e mobilità sociali, devianza (intesa come rottura
di strutture sociali ad opera di comportamenti francamente criminosi, quando non
si tratta più semplicemente di rifiuto del sistema di valori prevalente in una
comunità); ora sui microprocessi come le interazioni tra persone.
Spesso nella Sociologia attuale, sul piano della ricerca sociale empirica,
vengono impiegati metodi quantitativi per la rappresentazione di " modelli di
relazioni sociali", idonei allo sviluppo di schemi interpretativi di sicuro
ausilio nella previsione dei cambiamenti sociali e nell'elaborazione di risposte
adeguate ai mutamenti già in corso o "in fieri". Questa metodologia però
è ben lungi dall'essere unanimemente condivisa. Le osservazioni condotte
con rigore statistico, si obbietta, producono "matrici di dati"
(analizzabili a loro volta con tecniche statistiche e rappresentabili a mezzo
di istogrammi, curve di distribuzione, tabelle e grafici), ma non incrociano il
"cuore" del problema, cosi come le rilevazioni antropometriche non
incontrano mai l' "anima" dell'uomo. Molti altri ricercatori, e
giustamente, ritengono che la prospettiva quantitativa, nell'analisi dei
fenomeni sociali, vada integrata da apporti"qualitativi", come i
questionari, usati nei sondaggi e nei censimenti, interviste tematiche, gruppi
di discussione e metodi etnografici, ai fini di una comprensione meno epidermica
dei processi sociali in disamina.
Agli albori del Terzo Millennio, la Sociologia diventa planetaria per
accogliere la sfida di Internet e della "classe senza classe", che essa
esprime.
Allorché, circa due mesi fa, annunciammo l’ attivazione del canale tematico
“sociologia”, il pregevolissimo lavoro di Massimo Gaggi e Edoardo Narduzzi (La
fine del ceto medio e la nascita della società “low cost “, Einaudi ,
Pagg X-142, € 13,50) non era ancora spuntato all’orizzonte delle novità
editoriali. Ma la sua apparizione è coincisa anche con la sua repentina
sparizione dalle librerie: è andato letteralmente a ruba, tanto che
l’editore si è affrettato ad annunciarne la ristampa.
Si tratta di un agilissimo volumetto, che, nei suoi tredici capitoli, tanti
spunti di riflessione offre ad una sociologia che ambisca essere scienza
globale della società, ovverosia pragmatica capacità di previsione e, nello
stesso tempo, possibilità di elaborare in anticipo risposte ai problemi del
futuro.
“Nuovi ricchi che spuntano ovunque e ostentano la loro opulenza, improvvise
povertà anche tra i lavoratori e i pensionati, progressivo assottigliamento dei
ceti medi che perdono reddito e sicurezze”. È l’ "incipit" del saggio
citato, disamina serrata della della società low cost,
definita pure "società senza volto", "classe senza classe",
"classe della massa". L'oscillazione terminologica si spiega con la difficoltà
di esaurire nel giro concettuale di una sola definizione la complessità e poliedricità
di aspetti
del fenomeno planetario circolante sotto il nome di "e. commerce",
nuovissimo mercato creato ed innervato dalla " Information and
Communication Technology".
La tendenza è ormai incontrovertibile: il commercio mondiale sta passando di mano
dal ceto medio tradizionale a pro di "una classe senza classe",
una classe trasversale, planetaria; una classe al di sopra di qualsiasi
distinzione geopolitica o di macroaree economiche, il cui poliglottismo
idiomatico ed informatico, fatto cioè di lingue nazionali e di linguaggi di
programmazione, è universalizzato dalla condivisione della fede nella
compressione delle spese generali e dei costi di produzione, nell'adozione
pervasiva e sistematica delle tecnologie informatiche, nella logistica
globale, nel rigoroso monitoraggio
"psicologico-statistico" del comportamento consumistico di quanti danarosi
non sono, ma smaniosi di ottenere qualcosa in più pur lo sono.
Dunque, tra i tanti , due i fenomeni macroscopici, tra di loro
interdipendenti ed in un rapporto di proporzionalità inversa, s’impongono
all’attenzione della Sociologia: il ceto medio, già pilastro della società
Occidentale e in procinto di uscire di scena per manifesta incapacità di adattamento ai
mutamenti imposti dalla globalizzazione su scala planetaria, ed il suo
correlato e progressivo rimpiazzamento ad opera del nuovo ceto indistinto emergente, la ‘classe della massa’
( che
nella società del low cost trova il suo interlocutore privilegiato), preoccupata
soltanto di maggiori consumi e a costi più bassi.
Lo scenario della nascente
società “low cost” è sotto gli occhi di tutti. Ogni cosa è a portata di
mouse: pacchetti di vacanze offerti da "Tour Operator", case in proprietà
individuale o in multiproprietà, biglietti ferroviari, voli, crociere, brani
musicali, software, chirurgia plastica, merci e servizi un tempo appannaggio esclusivo
dei ceti più danarosi, E tutto in virtù di nuovo modello di business basato, per
lo più, su
promozioni tutte assai vantaggiose (e perfino segmentate nella standardizzazione),
grazie alla preliminare depurazione di ogni inutile intermediazione commerciale fra
imprese e consumatori. Un modello, dunque, vincente in ogni angolo del mondo e destinato
ad espellere dal mercato quanti ancora si attardano ad allestire offerte per
"un consumatore che non c’è più”: quello che lo
shopping lo faceva nel suo quartiere o, al massimo, nel centro cittadino.
Oggi il "consumatore che non c'è più" tira dritto davanti ai negozi di
quartiere. Si sofferma davanti alle vetrine del Centro e magari qualche
volta entra pure (dopo avere, su Internet, studiato in anticipo caratteristiche
e funzioni dell'oggetto desiderato), per valutarne soltanto la "fisicità", in
presenza di un cortese commesso. Poi, sentito il prezzo, si precipita ad acquistare col mouse,
risucchiato dalle sirene di internet.
L' "E.commerce" è il business vincente. Anzi, di anno in anno sempre
più vincente. Ma possono esistere o coesistere vette sempre più alte e
valli sempre più profonde? E' una sociologia ancora tutta da scrivere.
Potito
Coluccelli