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L'OFFERTA  DEL  MERCATO

 

 

 

Non solo l'acquisizione e il trattamento dell'immagine fotografica sono stati "informatizzati", digitalizzati, ma anche la videoripresa ha subito analogo processo. Né c'è da stupirsene. Come la concavità e la convessità sono le due facce di un' identica linea curva, così fotografia e cinematografia sono due forme diverse di cattura dell'immagine: statico congelamento dell'istante in aperta sfida al momento transeunte, la prima; successione sincopata di immagini"cinematizzate", viste in movimento, grazie al fenomeno della persistenza delle percezioni visive sulla retina, la seconda. Entrambe, pur nella rispettiva specificità, sono le strutture portanti della multimedialità, pane quotidiano per cinema, televisione, videoconferenze e videotelefonia.
Ribadita la comune discendenza di fotografia e cinema, quale allora lo stato dell'arte in ordine alla videoripresa digitale? Assolutamente straordinario. La digitalizzazione della videoripresa ha radicalmente mutato lo scenario dell’acquisizione e "postproduzione" filmiche. Le montagne di caricatori Kodak Super 8 necessari un tempo per una cerimonia nuziale o per un modesto documentario appartengono ormai alla preistoria, come pure le guerre tra i formati Video 8 e Hi 8, da una parte, e VHS e Super VHS, dall’altra. Ora i formati imperanti d’ acquisizione video sono il DV(Digital Video) ed il MiniDV, microcassettine , sul cui nastro vengono registrate non più immagini "latenti", bisognose di un trattamento chimico per rivelarsi, ma direttamente il loro equivalente in bit, il corrispettivo dell'informazione digitale. Ma anche questo tipo di supporto filmico sta per essere collocato in pensione: già sono in circolazione videocamere capaci di acquisire immagini direttamente su DVD o, addirittura, 20 ore di filmato continuo sul proprio hard disk interno. Il contenuto del predetto disco della videocamera è poi riversabile direttamente nel computer, dal quale, grazie a un software deputato, senza manipolazione o interpolazione, le immagini vengono automaticamente scandite, spezzettate scena per scena, situazione per situazione, come da ripresa. Questa preziosissima prestazione delle nuove videocamere avvantaggia enormemente sul piano della "postproduzione" filmica, rendendo possibile immediatamente un montaggio “non lineare” delle scene, richiamabili a piacimento dalla memoria del computer, senza più bobine da mandare avanti e indietro o un ordine sequenziale o cronologico da rispettare, ma  ubbidendo solo a scelte di ordine estetico.
Il definitivo salto di qualità la videoripresa lo sta compiendo con le videocamere di ultima generazione. Infatti, da qualche tempo, nei megastore italiani, santuari dell’informatica e dell’elettronica di largo consumo, striscioni pubblicitari con la scritta “L’ HD è pronto. E Voi siete pronti per l’HD ?” strizzano l’occhio alla clientela. Non si tratta più di un messaggio criptico né sibillino, almeno da quando la EICTA (European Information & Communication Technology Industry Association), il 19 gennaio 2005, ha canonizzato ufficialmente gli standard per l'HDTV ( la TV ad alta definizione), dettando condizioni e requisiti imprescindibili per l'esibizione, sullo schermo dei televisori , del logo "HD ready", contrassegno distintivo e simbolo dell’attuale stato dell'arte.
Anche l'Europa, di fronte al rapido sviluppo della tecnologia della trasmissione ad alta definizione (HD) a livello mondiale, ha trovato logico e naturale introdurla sul mercato comunitario.
Questa tecnologia digitale, altamente innovativa, non ha mutato profondamente soltanto il mondo delle trasmissioni televisive, la messa in onda e fruizione delle immagini, ma anche la tecnica della videoripresa, vocazionalmente votata alla cattura delle immagini richieste dai mezzi di comunicazione di massa o dalle altre svariate esigenze della vita sociale.
Quale tecnologia racchiude l'ambito logo distintivo"HD ready", che fregia alcune categorie di televisori , videocamere, masterizzatori DVD, consolle di giuochi ?
Prima di addentrarci nella girandola di sigle e di acronimi, diciamo subito che il suddetto logo è ormai il vessillo vittorioso di una rivoluzione compiuta nel campo della comunicazione mediatica ed in marcia trionfale verso il futuro.
La sigla SD stava e sta per "Standard Definition" ed è acronimo del formato di trasmissione per segnali analogici, mentre HD sta per "High Definition", ovverosia formato di trasmissione digitale. La visualizzazione ottimale di immagini HDTV esige la loro preliminare acquisizione con telecamere o videocamere HD, laddove Il sistema di trasmissione PAL/SECAM, da decenni egemone in Europa, è un formato analogico o "Standard Definition", in grado di elaborare un segnale di qualità appena sufficiente per televisori dallo schermo di dimensioni contenute, quali sono appunto i tradizionali. Le stesse immagini, infatti,viste in contemporanea sui grossi schermi ad alta definizione dei televisori LCD e al plasma (bisognosi di un maggior numero di pixel rispetto alla risoluzione del segnale nativo), appaiono scialbe, incolori, prive di dettaglio e di volumetricità.
La differenza sostanziale tra i due formati di trasmissione in discorso è di tale lapalissiana evidenza, da dispensarci di scendere sul terreno della rispettiva risoluzione di linee per millimetro: tra un pigmeo e un watusso non si dà luogo a rilevazioni antropometriche, per stabilire chi è più alto. Basta un colpo d'occhio.
Ma dove ci porteranno l'HD e l' Informatica di consumo nel 2006? E' sufficiente un'occhiata distratta al CES (Consumer Electronic Show) di Las Vegas, la massima manifestazione fieristica statunitense dedicata annualmente all'elettronica di consumo, per comprendere la direzione di marcia: l'emigrazione della tecnologia analogica  verso quella digitale è giunta alle sue battute conclusive. Si viaggia verso una triplice convergenza sempre più stretta: la trasformazione dei tre schermi del nostro tempo( il monitorino del cellulare, che ci segue dappertutto; il grande schermo della TV domestica; il Monitor del PC in Ufficio) in tre "finestre di affaccio" sul flusso perpetuo di informazioni e di contenuti multimediali che circolano su Internet, ormai unico e vero esperanto universale capace di dialogare con qualsiasi tipo di hardware e di comunità umana, 24 ore su 24.

.                                                                                Potito  Coluccelli

 

 

 

 

CANON XL H1 
Con riprese ad "alta definizione" (1080i) e velocità di acquisizione video  selezionabili (50i/25f), la videocamera XL H1 vanta 3 CCD da 1/3" e 1.67 Megapixel, il nuovo obiettivo 20x HD VIDEO, la porta HD-SDI, l'ingresso Gen lock e l'ingresso/uscita Time code.
Dotazione tecnica e strumentazione di bordo manifestano la sua vocazione decisamente professionale.

   
   

JVC GZ-MC500 Videocamera SD /  Modello  Everio GZ-MC500 / Fotmato DV / 3 CCD. Foto con risoluzione di 5 Megapixel.  L' Everio garantisce qualità assoluta sia dei video che delle fotografie. L'unico limite di questo gioiellino della tecnica è la mancanza del mirino tradizionale. Le immagini, infatti, vengono catturate traguardando attraverso il monitor sistemato sul dorso, Operazione alquanto problematica per chi non dispone più di vista buona o in situazioni di forte luminosità.

 

PANASONIC   AG-DVX 100
Videocamera SDModello AG-DVX 100 / Formato MiniDV
Grazie all’estrema maneggevolezza e comodità d’uso (1,8 kg in assetto operativo, monitor LCD a colori da 3,5") è ideale anche per il settore reportage e per la realizzazione di filmati industriali e matrimoniali

SONY HDR-HC1
La prima videocamera HDV 1080i. Handucam HDV( High Definition Video) con sensore CMOS da 2.97 Megapixel. Obiettivo Karl ZEISS Vario--Sonnar. Il suo peso contenuto e la capacità di catturare foto in più che buona risoluzione ne fanno la partner ideale di fotoamatori e videoamatori nel turismo e nelle occasioni in cui la qualità conta.

SONY HDR-FX1
La prima videocamera HDV 1080i. Handucam HDV( High Definition Video) con 3 CCD da 1 Megapixel.. Obiettivo Carl ZEISS Vario--Sonnar.
Adatta per documentari, conferenze, matrimoni.            
   

Digitale

 

 

 

Al momento sul mercato c'è una vastissima offerta di videocamere, spalmate secondo tutti i gusti, la disponibilità finanziaria personale, le finalità di utilizzo ed eccezionalità di prestazioni. Oltre a questi parametri va tenuto presente
anche la diversità del  supporto di registrazione. Le cassettine DV e Mkni DV sono ormai in procinto di uscire di scena. Molti costruttori, infatti, nell'ultima generazione di videocamere, hanno incorporato, quale supporto di memorizzazione, un masterizzatore DVD o un microdrive o addirittura un hard disk da 30 Giga. Ma la videocamera  sognata dai videoamatori di tutto il mondo (quella che, per intenderci, coniuga l'alta definizione con l'hard disk) non è ancora apparsa sul mercato. Forse ce la regalerà il 2006. I modelli presentati in webgrafia vanno  attualmente per la maggiore, ma sono da considerare interlocutorii, in attesa della videocamera che realizzerà il sospirato connubio tra alta definizione e disco rigido, quale supporto di registrazione. Per le caratteristiche e specifiche tecniche delle videocamere segnalate rimandiamo ai siti dei rispettivi costruttori, mentre per la ricerca del prezzo d'acquisto più vantaggioso si può proficuamente consultare il motore commerciale di ricerca "Kelkoo", digitandovi la parola-chiave "Videocamere".

 

 

 

LO  STATO  DELL'ARTE

 

 

 

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WEBGRAFIA